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 Regione Siciliana - Assessorato dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana - Dipartimento dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana

Centro Regionale per l'Inventario, la Catalogazione e la Documentazione grafica, fotografica, aerofotogrammetrica, audiovisiva
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SEDE: Via dell'Arsenale, 52 90142 Palermo - TECHE: Biblioteca, Fototeca, Cartoteca C.so Calatafimi, 217 90129 Palermo Filmoteca Via dell'Arsenale, 52 90142 Palermo
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Sergio Palumbo


L’Archivio video fotografico di Sergio Palumbo, giornalista e scrittore prematuramente scomparso nel maggio 2021, entra a far parte delle Teche del Centro Regionale per l’Inventario la Catalogazione e la Documentazione.
Con atto di donazione da parte dell’erede Massimo Palumbo, che ha riconosciuto il pieno ruolo del Centro nella salvaguardia e valorizzazione del patrimonio documentale siciliano, un ricco compendio di testimonianze sarà a breve disponibile per la consultazione e la ricerca da parte del pubblico. Si tratta di un Fondo che comprende 716 documenti: stampe fotografiche e negativi, video su nastro magnetico, pellicola e dvd, registrazioni audio. I materiali documentano l’intensa attività di Sergio Palumbo, un intellettuale che tanto ha dedicato alla sua Messina e ai protagonisti della cultura siciliana: studi e biografie su Lucio Piccolo, Salvatore Quasimodo, Vann’Antò e poi interviste memorabili tra cui quelle a Vincenzo Consolo, Gesualdo Bufalino, Stefano D’Arrigo, Leonardo Sciascia, Giorgio Caproni. Ricordiamo che Palumbo è stato autore della più completa bibliografia critica per le edizioni Scheiwiller dell'opera poetica di Lucio Piccolo (2001).
A lui si deve l’appassionata opera di valorizzazione di quella fervida stagione intellettuale che caratterizzò Messina tra gli anni ’50 e ’80. La città sullo stretto divenne infatti per opera di Antonio Saitta, Salvatore Pugliatti, Vann’Antò una fucina culturale, un luogo di incontro di scrittori, artisti ed editori italiani e stranieri che si riunivano attorno alla libreria dell’Ospe, all’Accademia della Scocca e alla Galleria del Fondaco. Sergio Palumbo ha curato anche programmi radiofonici per la RAI e documentari, tra cui ci piace fare menzione de “L’intellettuale al caffè. Incontri con testimoni e interpreti del nostro tempo”, una serie di conversazioni radiofoniche curate da Sergio Palumbo e Loredana Cacicia e mandate in onda da Rai Sicilia nel 1991. Una preziosa miniera di informazioni su artisti e letterati siciliani che il CRICD nel 2013 ha voluto riunire in un volume con due CD allegati.
Vi invitiamo a visitare il sito curato dallo stesso giornalista www.sergiopalumbo.com

Il Fondo Palumbo. Un archivio da tutelare e valorizzare.
Il recupero di una memoria culturale inedita e ancora in larga parte sommersa ha sempre ispirato i progetti multidisciplinari di documentazione realizzati dal CRICD fin dall’atto della sua costituzione, la legge 116/80 con cui veniva istituito l’archivio audiovisivo e fotografico della Regione Siciliana all’interno del CRICD.
A questo principio metodologico si attiene l’attività di ricognizione del Fondo Palumbo, rivelatasi una straordinaria fonte di conoscenza della cultura siciliana novecentesca nelle sue diramazioni letterarie, storiche e artistiche.
Tale corpus documentale riflette un’idea dell’attività giornalistica quale laboratorio permanente di creatività per cogliere a pieno l’immaginario, i linguaggi e le tendenze della società siciliana contemporanea.
Grazie a ricerche d'archivio, confronti incrociati di carteggi e studi interdisciplinari, il giornalista messinese Sergio Palumbo realizzò negli anni Novanta una serie di interviste radiofoniche e televisive dedicate alla valorizzazione di aspetti noti e poco noti della cultura siciliana.
Traendo spunto da una contrada, un paesaggio o una città, Palumbo analizza l’estetica di scrittori, poeti e artisti non necessariamente siciliani, che hanno sviluppato nelle loro opere un rapporto simbiotico con l’identità e la cultura isolana. Messina, Ragusa e Siracusa, Agrigento sono alcune delle tappe di un ammaliante viaggio culturale alla riscoperta di Stefano D’Arrigo, Leonardo Sciascia, Gesualdo Bufalino, Vincenzo Consolo, Ignazio Buttitta, Salvatore Quasimodo, Elio Vittorini, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Lucio Piccolo, Giuseppe Migneco, Vann’Antò, Salvatore Pugliatti, Nino Pino, Bartolo Cattafi per indagare le pieghe più recondite della loro poetica.
Le voci di questi artisti restituiscono all’ascolto una testimonianza inedita di momenti, luoghi e tematiche fortemente rappresentative della nostra Isola: il mondo delle zolfare agrigentine nella memoria di Sciascia, la marina di Tindari e Sant’Agata di Militello in Vincenzo Consolo, il ricordo di antichi mestieri nelle opere letterarie di Bonaviri e Bufalino, gli agrumeti e le lotte contadine contro la feudalità agraria in Ignazio Buttitta.
Anticipando di tre decenni il circuito letterario e artistico della Sicilia oggi in voga, l’attività lungimirante di Sergio Palumbo operò un’inedita valorizzazione della cultura letteraria e artistica isolana, ponendo in stretta relazione l’opera con il contesto geografico e antropologico di riferimento. La sua analisi dell’ambientazione territoriale di romanzi, racconti, poesie e quadri diviene fonte di conoscenza e valorizzazione di paesaggi culturalmente determinati, per i valori in essi connessi all’identità siciliana.
Emblematica è in tal senso Horcynus Orca (cfr intervista video e audio), ambientato nell’attuale parco letterario dello Stretto, lungo il percorso compiuto dal protagonista ‘Ndria Cambria da Vibo Valentia a Messina.
Partendo da alcuni luoghi-simbolo, si riscoprono in questo archivio privato movimenti di avanguardia che hanno caratterizzato il secondo dopoguerra in Sicilia. Oltre allo Stretto di Messina come sfondo privilegiato e fonte di ispirazione del già citato Horcynus Orca, (ri)scopriamo il rapporto conflittuale del pittore messinese Giuseppe Migneco con la sua città natale, l’isola di Ortigia e Siracusa trasfigurate e mitizzate nei primi racconti di Elio Vittorini, la celebrazione di Tindari nei versi poetici di Salvatore Quasimodo.
Il percorso intellettuale delineato da Palumbo continua con l’Isola-Mondo del barone palermitano Lucio Piccolo a Capo d’Orlando, la campagna ragusana e il paesaggio zolfifero nella poesia di Giovanni Antonio Di Giacomo, in arte Vann’Antò fino a documentare la feconda attività culturale delle librerie storiche di Messina, fecondo centro di irradiazione culturale grazie soprattutto all’intellettuale Salvatore Pugliatti.
Oltre ai protagonisti della letteratura siciliana, nonché della pittura e scultura come Carmelo Cappello, Giuseppe Mazzullo, Francesco Messina e Giuseppe Migneco, figurano artisti che hanno scelto di vivere e lavorare nell'isola come Enzo Celi, Antonio Freiles, Nino Leotti, Giulio D'Anna, Giò Pomodoro e Giuseppe Santomaso, che in Sicilia hanno tenuto importanti mostre personali.
Articolate in quattro percorsi informativi (scheda bio-bibliografica, interviste con gli autori, lettura di poesie e saggi, interventi critici), le trasmissioni radiofoniche per la Rai d’argomento letterario ben mettono in relazione la forma artistica con il contesto (storico, linguistico-letterario), ricostruendo il percorso formativo e produttivo degli autori. Ne discende un originale itinerario letterario, che si ricompone attraverso piccoli ma preziosi frammenti: la descrizione dei romanzi, la lettura dei testi, i dialoghi con gli scrittori, l’intervista ai critici letterari.
Di grande rilevanza sono le interviste a Sciascia, Consolo, Bufalino e Buttitta, protagonisti di acute riflessioni sul valore della memoria, sul dialetto e l’insularità come elemento peculiare della letteratura siciliana, nonché sulla ricchezza letteraria stilistica di una letteratura oscillante tra barocco, realismo e surrealismo.
Pur partendo da prospettive diverse, questi scrittori sono accumunati dal concepire la cultura letteraria come militanza e libertà da ogni pregiudizio mentale. Emblematiche in tal senso sono le parole di Sciascia per il quale l’intellettuale faccia ciò che vuole, perché facendo ciò che vuole scoprirà di avere un ruolo oppositivo nei confronti di ogni potere costituito. I nastri dedicati a Bruno Cattafi, poi utilizzati per articoli giornalistici e trasmissioni radiofoniche, hanno contribuito a valorizzare e divulgare l’attività poetica di questo misconosciuto poeta siciliano e il suo rapporto letterario con gli altri poeti della “quarta generazione”, legati alla cosiddetta “linea lombarda” (Erba, Orelli, Risi). Alcune preziose fotografie costituiscono un’ammaliante macchina del tempo per (ri)evocare la cultura letteraria a Messina grazie alla lungimirante attività editoriale delle librerie Principato, Ferrara, D'Anna e Ospe, frequentate dal filosofo Giovanni Gentile e dal latinista Concetto Marchesi . Fondata da Salvatore Pugliatti, la piccola libreria Ospe fu per quarant’anni un fervido cenacolo culturale che diede vita alla Galleria del Fondaco e l’Accademia della Scocca:
indimenticabili punti di ritrovo per intellettuali ed artisti dello Stretto, nonché sedi di importanti mostre e iniziative editoriali che indussero Salvatore Quasimodo a dedicare questi suoi versi al suo animatore e deus ex machina: “Tindari mite ti so / fra larghi colli pensile sull’acque […]/ E la brigata che lieve m’accompagna / s’allontana nell’aria […]/ Soave amico mi desta“.
Una formula nuova che pone l’attività culturale messinese al passo con i tempi, elevando il concetto di cenacolo come momento conviviale e culturale attento a tutte le forme d’arte ed in primis la fotografia. Questa libreria segnò anche il primo apprendistato culturale di Vincenzo Palumbo, padre di Sergio, divenuto negli anni Sessanta eminente italianista, critico d’arte, poeta e traduttore dal francese, nonché assistente di Giacomo Debenedetti come professore di letteratura italiana nell’ateneo peloritano.
Fondata sull’incrocio tra scrittura, video, mostre, seminari, la poliedrica multimedialità divulgativa di Vincenzo Palumbo è stata trasmessa al figlio, che affiancò all’attività giornalistica quella di critico letterario, documentarista, saggista, studioso, musicologo, promotore di tante manifestazioni e premi dedicati a Vann’Antò, Domenico Cicciò e Salvatore Pugliatti.
Appassionato di fotografia, Palumbo amava accompagnare i suoi reportage con i propri scatti. Per tale ragione, il suo archivio fotografico ha una duplice valenza connotativa e denotativa, descrivendo con le immagini ciò che le parole non bastano a evocare. Scatto dopo scatto, si delinea un composito percorso giornalistico che dall’incontro con i grandi scrittori siciliani conduce fino alla dimensione privata, per restituirci il ritratto culturale e umano dell’intellettuale messinese, scomparso prematuramente il 26 maggio del 2021 dopo una lunga malattia.