CRICD
 Regione Siciliana - Assessorato dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana - Dipartimento dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana

Centro Regionale per l'Inventario, la Catalogazione e la Documentazione grafica, fotografica, aerofotogrammetrica, audiovisiva
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Sede: Via dell'Arsenale, 52 - 90142 Palermo - Teche: Biblioteca, Fototeca, Cartoteca (C.so Calatafimi, 217 - 90129 Palermo), Filmoteca (Via Nicolò Garzilli 38 - 90141 Palermo)

 
Teche CRICD



Dipartimento dei Beni culturali e dell'Identità siciliana

Ministero dei Beni Culturali

ICCD

S10.1 - AFFARI GENERALI E DEL PERSONALE - Produzioni Editoriali


 

Strumenti musicali in Sicilia

Giovanni Paolo Di Stefano, Selima Giorgia Giuliano, Sandra Proto
Cricd
Palermo

L'intenzione di catalogare gli strumenti musicali di interesse storico, organologico, musicologico, artistico e musicale conservati in Sicilia, che è all'origine di questo volume, è emblematica di una fondamentale sfida scientifica, la comprensione delle dinamiche che definiscono un campo del reale, una sfida coraggiosa se non altro per l'impossibilità di astrarre un'immagine definita di un insieme dal veloce mutare delle molte variabili che concorrono a formarlo.
Un catalogo e le parti di cui esso è fatto, le schede con i loro campi distinti, confinanti e sconfinanti, è un'idea filosofica prima che uno strumento di messa in ordine materiale e logico. L'avvento dell'era informatica ha accelerato e agevolato l'attuarsi in vari campi di,quest'idea. Le schede cartacee dei cataloghi di una volta, che tutti abbiamo più o meno conosciuto, da una parte accennavano nel formato, negli inchiostri, nelle calligrafie o nei segni differenziati delle macchine da scrivere ad alcune particolarità umane accessorie; dall'altra richiedevano espressamente l'accomodamento mentale di chi le sfogliava per il loro variare in base al mutamento nel tempo dei criteri con cui venivano redatte. Caratteristiche che denunciavano la difficoltà di considerare il patrimonio catalogato un insieme coerente, e in pari tempo la necessità di vederlo come tale per astrarne le qualità ricorrenti. Un'impresa che sembra potersi realizzare nei cataloghi informatici non tanto per la loro apparenza asettica e indifferente; si fa presto infatti ad accorgersi che, se manca in essi la presenza tangibile del tratto, non scompare la soggettività del catalogatore rivelata comunque dalle sue scelte e dai suoi errori amplificati e moltiplicati in modo irrimediabile. E neanche per l'unicità con cui ci appare ogni scheda, isolata e indipendente dalle altre e per l'ordine continuamente ricreato e variabile in cui è possibile disporle, cose che comunque fanno parte di un'apparenza che non compone i termini dell'aporia 'singolare/ generale. L'innovazione decisiva dell'informatica, che agevola l'applicazione dei principi, è di fissare uniformemente per tutti (tutti gli oggetti e tutti i catalogatori), e in linea teorica definitivamente, i criteri dell'analisi a cui deve essere sottoposto ogni individuo di un insieme. Cosicché il lavoro di elaborazione che li definisce può procedere anche gradualmente e lentamente, può articolarsi per fasi successive anche complesse senza perdere (li vista l'intero, e può trovare strumenti esemplificativi in corso d'opera, come un volume a stampa: i termini di riferimento per quanto astratti e generali oppure specifici e particolari non andranno persi e neanche travisati. Il lettore di questo volume non sfuggirà a nflessioni di questo genere, accogliendone le sollecitazioni che provengono dal materiale stesso oggetto dello studio e dal taglio disposto dai curatori. La sfida è in questo caso particolarmente coraggiosa e intrigante in quanto rivolta a un campo di confine tra discipline fisiche, matematiche e umanistiche, tra tecnologia e arti applicate. Ricordo bene come ebbe inizio il lavoro. Ero allora direttore del Dipartimento Aglaia, che comprendeva l'ex Istituto di Storia della musica dell'Università di Palermo, quando ci giunse dal CRICD l'invito a un impegno comune per predisporre una scheda per la catalogazione degli strumenti musicali di interesse culturale. Non era la prima collaborazione tra i due Enti (Dipartimento e Centro Regionale del Catalogo) e le buone esperienze che riguardavano specialmente l'archivio di Luigi Rognoni, la sua conservazione e la sua pubblicità, ci resero subito proclivi ad accettare l'invito e ottimisti sull'esito della nuova intrapresa. Da qualche anno, per altro, avevamo la fortuna di contare tra i giovani interessati alla ricerca Giovanni Paolo Di Stefano, attratto fin da giovanissimo dall'organologia, e capace di costruirsi in breve tempo una notevole esperienza e competenza nella storia e nella tecnologia degli strumenti musicali. Accanto all'etnomusicologo Girolamo Garofalo del nostro Dipartimento e in collaborazione con l'antropologa Selima Giorgia Giuliano e con la storica dell'arte Sandra Proto, entrambe del CRICD, avrebbero costituito un gruppo in grado di mettere le basi e affrontare un lavoro complesso: specialistico e interdisciplinare.
Questo volume vede anche la partecipazione di altri due studiosi unici nel loro campo: Sergio Bonanzinga che mette insieme la storia, l'etnologia e l'antropologia per mostrarci in ampio disegno la varietà degli strumenti popolari, e Angela Bellia che unisce la storia, l'archeologia e l'iconografia per dare corpo ai suoni del passato. Come già l'elaborazione e la presentazione della scheda catalografica SM al mondo scientifico che non ha mancato di mostrare interesse e apprezzamento, questo volume, dopo i molti anni che dicono le fatiche di tutti, dà ragione dell'ottimismo di allora. [...]

Amalia Collisani

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Titolo
Autore/Curatore
Identità è Futuro      CRICD     01/01/2005
Il Miramondo. 60 anni di fotografia 

Fosco Maraini, Il Miramondo. 60 anni di fotografia, Firenze 2002.
Antologia iconografica ed autobiografica del famoso antropologo e orientalista che mette in parallelo mondi, anzi universi, distanti nello spazio e vicini nello spirito. Suggestioni ed esperienze di vita raccontate per immagini straordinariamente efficaci, nelle quali la Sicilia non è una semplice percezione ma un sentimento consapevole.

 
Fosco Maraini  CRICD     01/11/1999
Il Museo ritrovato. Il Salnitriano e le origini della museologia a Palermo 

Graditi Roberto, Il Museo ritrovato. Il Salnitriano e le origini della museologia a Palermo, Palermo 2003.
Frutto di anni di attenta indagine e studio di fonti e documenti d’ archivio,l’opera ricostruisce il percorso e le vicende storiche dell’ingente patrimonio custodito nel Collegio Massimo dei Gesuiti, costituito da preziose raccolte e collezioni,confluite successivamente nelle principali istituzioni museali della città. Museo ritrovato, oggetto di alterne vicende, che viene adesso restituito seppure’’virtualmente” alla fruizione, inteso come momento di conoscenza e recupero della memoria della nostra Isola.

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Roberto Graditi  CRICD     01/09/2003
Il Registro delle Eredità Immateriali      CRICD     01/01/2005
Il soffitto dello Steri di Palermo. Rilievo fotogrammetrico digitale   
Un soffitto enciclopedia non più ripetuto e senza eguali, così Ferdinando Bologna ha definito il mirabile capolavoro dell’arte medievale siciliana che Manfredi Chiaromonte commissionò nel 1377 a Simone da Corleone, Cecco di Naro e Pellegrino Dareno, per la Sala Magna del suo palazzo palermitano: lo Steri.
Lo straordinario e multiforme tessuto pittorico, che si estende su travi, lacunari e mensole, è articolato in cicli iconici e narrativi tratti da poemi omerici, testi biblici, romanzi cavallereschi, arricchiti da decorazioni floreali e geometriche di derivazione moresca ed iscrizioni in lingua latina. Una fitta trama che, pur nella sua magnificenza rappresentativa, non risulta di facile lettura ed interpretazione.
Un progetto di documentazione analitica ed integrale, condotto dal Centro Regionale per il Catalogo e la Documentazione dei Beni Culturali in collaborazione con il Dipartimento di Rappresentazione dell’Università di Palermo, si è tradotto in una prestigiosa pubblicazione, in coedizione tra il Centro e l’Istituto Geografico Militare di Firenze.
Il volume, che presenta in sistematica sequenza le immagini a colori di tutte le parti del soffitto - 346 elementi suddivisi in travi, pannelli, lacunari, mensole - consente oggi una lettura dettagliata delle scene narrative, agevolata dagli apparati descrittivi che ne illustrano il contenuto.

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Francesco Vergara Caffarelli  CRICD - IGM     01/12/2009
Immagini storiche della Sicilia antica. Le ragioni della tutela.      CRICD     01/06/2002
L'epos dietro le quinte. I pupari raccontano 
 Il documentario realizzato dal Centro Regionale del Catalogo e della Documentazione ricostruisce la vicenda dell'opera dei pupi in Sicilia attraverso un racconto visivo a più voci, immediato e diretto, restituendoci le testimonianze autobiografiche dei più noti pupari della tradizione palermitana e catanese.
"Un'opera totale" quella dei pupi che, abbracciando diverse arti e tecniche artigianali costituisce una delle espressione più profonde dell'anima del popolo siciliano. 
Dal 2008 l'UNESCO l'ha iscritta tra i Patrimoni Orali e Immateriali dell'Umanità per le straordinarie peculiarità che questa forma d'arte sintetizza. 
Le motivazioni sono diverse. 
La trasmissione orale del repertorio letterario innanzitutto, che ancora oggi, nell'era veloce della tecnologia viene affidata dal maestro all'allievo con sapienza, cura e pazienza artigianale. 
Inoltre, l'opera dei pupi ha avuto nel corso del tempo una funzione sociale rilevante accogliendo al suo interno personaggi e storie colti dall'attualità e intrecciando con i racconti dei paladini, le cronache e le tensioni politiche del tempo. 
E tra passione e incantamento il pubblico di ogni età, come in un rito catartico, attraverso le gesta degli eroi, faceva esperienza gioendo o piangendo di ideali e valori universali. 
Anche per queste ragioni, siamo grati al Centro che ha voluto, con questo DVD, promuovere la conoscenza e la valorizzazione di un'arte straordinaria, riscoperta negli anni Sessanta e Settanta attraverso l'opera instancabile di Antonio Pasqualino e che ancora oggi racconta a ciascuno di noi il gran" cunto" del mondo e della vita.
Carlo Vermiglio

 Raccontare la magia, il chiaroscuro poetico e /'incantamento dell'opera dei pupi è impossibile; bisogna vederla, entrare a farne parte. 
C'è tutto, dentro. 
L'epos eroico e la tradizione del teatro di figura, forma drammatica antichissima e archetipica nella tipizzazione di " maschere" che identificano i vari tipi umani con i loro vizi e le loro virtù (e viene da pensare a Teofrasto e ai suoi Caratteri). 
L'affabulazione del" cuntu" , la musica e la pittura popolare - con le scene dipinte che richiamano la tavolozza cromatica e l'espressività del segno nella decorazione dei carretti siciliani. 
La creatività dell'artigianato locale: il puparo prima ancora che artista e cantastorie è innanzitutto creatore dei pupi, intagliati nel legno cui infonde linfa vitale e caratterizzazione individuale. 
E c'è, ancora, il profumo del tempo. 
Quello della Sicilia della seconda metà dell'Ottocento che ammaliò il Pitrè, fattosi storico delle tradizioni popolari in un mondo che già si avviava alla modernizzazione industriale post-unitaria. 
Quello delle masse contadine inurbatesi nelle maggiori città siciliane, a Palermo, Catania, Messina, cui l'opera dei pupi restituisce un canovaccio drammatico e una trama mitica, sufficientemente lontana nella storia - le imprese dei paladini, la Chanson de Roland - da potere essere utilizzata per leggere in controluce gli intrecci della vicenda contemporanea senza rischiare di perdersi in pericolose sovrapposizioni con la cronaca: il re Carlo Magno, l'eroe buono e coraggioso (Orlando), la donna angelicata, i cattivi per antonomasia (Ferraù e gli altri capi saraceni; il gran traditore Gano di Magonza), in mezzo a duelli, prove di onore e tradimenti, un codice di comportamenti che riflette i valori di integrità e purezza più sentiti e ammirati dal popolo. 
Insignita del titolo di bene immateriale dell'umanità dall'Unesco, l'opera dei pupi è uno dei tasselli - uno dei più significativi ¬attraverso cui si identifica /'identità siciliana, ed è questa la ragione per cui in un'epoca come la nostra, in cui domina la piattezza della omologazione globalizzata, la difesa di un'arte tipica e popolare, un autentico mondo di creatività e di tradizione, costituisce un antidoto contro la perdita di memoria e di senso, uno spazio di rigenerazione fantastica al posto della bulimia di consumo culturale indistint, apolide e fine a se stesso. 
Guardiamo gli occhi di un bambino mentre guarda l'opera dei pupi. E capiremo perché Leonardo Sciascia diceva che è un rito e che" bisogna credere". 
Caterina Greco

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a cura di Orietta Sorgi  CRICD     
L'intellettuale al caffè. Incontri con testimoni e interpreti del nostro tempo 

Nel corso di un intervento di ricognizione degli archivi sonori della RAI in Sicilia, colpì particolarmente la nostra attenzione una serie di programmi dal titolo “La cultura e i suoi luoghi”, curata da Loredana Cacicia e Sergio Palumbo, mandata in onda in tre cicli di puntate dal 1989 al 1991. Da quelle trasmissioni veniva fuori, infatti, una preziosa miniera di informazioni di artisti e letterati siciliani, noti e meno noti, una ricca messe di documenti inediti su varie personalità del mondo intellettuale contemporaneo, ma soprattutto il rapporto strettissimo fra la cultura e il suo luogo di origine.

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  Cricd     
La biblioteca dimenticata 
Da una raccolta di libri antichi, apparentemente senza storia e disordinatamente collocati sulle mensole della biblioteca di una delle più belle dimore del periodo Liberty, Villino Favaloro (oggi di proprietà dell'Assessorato dei beni culturali e dell'Identità siciliana), si sviluppa un percorso volto a ricostruire l'identità dei proprietari e il loro ruolo nello spazio e nel tempo.
Si comincia dall'inventario e dalla catalogazione descrittiva di questi testi quasi esclusivamente di argomento giuridico, come momenti privilegiati per la loro conoscenza, sia dal punto di vista oggettuale, sia da quello contenutistico, per giungere all'individuazione della loro provenienza, facendo emergere una parte di storia patria ad oggi poco conosciuta.
 

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Maria Mondello, Maria Concetta Valenti  CRICD     
La canzone siciliana a Palermo: un'identità perduta 

Sorella 'minore' di quella partenopea - per repertorio, capacità e mezzi di diffusione, oltre che per senso identitario di appartenenza - la canzone siciliana, anch'essa più simile ad una lirica da camera che al canto popolare, nasce nei salotti ma cresce attraverso concorsi pensati sulla falsariga delle gare canzonettistiche di Piedigrotta, centrali nel rinnovamento tardo ottocentesco dell'antica festa.
A partire dal 1893 la loro promozione s'intreccia in maniera parallela con la ripresa dei festeggiamenti della Santa patrona, dopo la sospensione postunitaria; l'occasione non è però il Festino di luglio, che si spera intanto di ricondurre al passato splendore attraverso l'intervento del già autorevole Giuseppe Pitrè: la gara canora palermitana si associa inizialmente al tradizionale omaggio del 3 settembre, più vicino per data e per spirito alla processione partenopea, con la suggestiva salita notturna alla sacra grotta di Monte Pellegrino.

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a cura di Orietta Sorgi  CRICD     
La citazione bibliografica 

[...]

«non esiste una "maniera giusta" ed una "maniera sbagliata" di fare una bibliografia, ma modi diversi, secondo usi e standard nazionali, internazionali o di settore (medico, legale, scientifico, ecc.)». Ognuno è libero di utilizzare lo standard di citazione bibliografica che ritiene più utile, purché siano presenti tutti gli elementi ritenuti utili per la corretta identificazione dell'opera.

[...]

Questo libro è stato scritto "a quattro mani", confrontandoci su ogni passaggio e verificando le principali opere di riferimento. Non abbiamo così ritenuto opportuno distinguere l'autore di ogni capi­tolo o paragrafo, in quanto l'opera è da considerare espressione co­mune del nostro pensiero.

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Carlo Pastena,Enza Zacco  Cricd     
L’Italia d’argento. 1839/1859 Storia del dagherrotipo in Italia 

Maria Francesca Bonetti - Monica Maffioli (a cura di), L’Italia d’argento. 1839/1859 Storia del dagherrotipo in Italia, Firenze 2003. Catalogo della mostra allestita a Firenze, Sala d’arme di Palazzo Vecchio, 30 maggio – 13 luglio 2003; a Roma, Palazzo Fontana di Trevi, 26 settembre – 16 novembre 2003; a Palermo, Palazzo Branciforte, 7 maggio – 13 giugno 2004.

Il catalogo della prima grande mostra dedicata al dagherrotipo in Italia. Suddivisa in base all’articolazione territoriale dell’Italia pre-unitaria, la mostra presenta, tra gli altri, due preziosi dagherrotipi siciliani tratti dal fondo Arezzo di Trifiletti, oggi conservato presso la fototeca del CRICD.

 
Maria Francesca Bonetti, Monica Maffioli  CRICD     01/01/2003
Le Mappe del Catasto Borbonico di Sicilia. Territori comunali e centri urbani nell’archivio cartografico Mortillaro di Villarena (1837-1853) 

Enrico Caruso – Alessandra Nobili (a cura di), Le Mappe del Catasto Borbonico di Sicilia. Territori comunali e centri urbani nell’archivio cartografico Mortillaro di Villarena (1837-1853), Palermo 2001.
Composto da 426 carte, l’archivio Mortillaro di Villarena, costituisce un complesso documentario di grande valenza storico-culturale per le preziose informazioni contenute sull’assetto del territorio urbano ed extraurbano dei comuni della Sicilia preunitaria. La pubblicazione delle mappe del catasto borbonico si propone di restituire alla pubblica fruizione questo articolato ed ingente patrimonio documentale della storia dell’Isola, i cui originali sono conservati presso il Centro Regionale per il Catalogo e la Documentazione.

Le Mappe del Catasto Borbonico di Sicilia

 
Enrico Caruso, Alessandra Nobili  CRICD     01/01/2001
Le torri nei paesaggi costieri siciliani 

L’opera raccoglie oltre 200 schede relative alle torri costiere siciliane, corredate da rilievi e fotografie anche scattate dal mare.

Les Tours dans les paysages côtiers siciliens - Pubblicazione in formato PDF

 
Ferdinando Maurici, Adriana Fresina, Fabio Militello  CRICD     01/04/2008
Lineamenti di storia del libro asiatico 

Il vocabolario italiano della Treccani, definisce il libro «complesso di fogli della stessa misura, stampati o manoscritti, e cuciti insieme così da formare un volume, fornito di copertina o rilegato». All’interno di questa definizione generica, bisogna però distinguere tra il libro occidentale e del Vicino Oriente araboislamico, cioè il libro composto da fascicoli, ovvero da due o più fogli di carta o pergamena, o più raramente di papiro, piegati un certo numero di volte e inseriti uno dentro l’altro in modo da consentire il loro fissaggio attraverso la cucitura sul dorso, e il libro asiatico, che generalmente non è costituito da fascicoli. Appare quindi di tutta evidenza come la definizione di libro, seppure generica, si riferisca a un manufatto con precise caratteristiche fisiche, escludendo il rotolo, di papiro, pergamena o carta che non non abbia certe caratteristiche. Un’interessante definizione di libro ci viene fornita da J.P. Losty (1982,5):
«Cos’è un libro? Fisicamente, si potrebbe dire, essere una collezione di pezzi di carta delle stesse dimensioni tra due copertine tenute insieme da colla e spago. In un altro senso, esso è il contenuto intellettuale trasportato dalle parole che sono scritte o stampate sulle pagine. Tutte le culture sono d’accordo con quest’ultima definizione; relativamente pochi sarebbero d’accordo con la prima definizione. Duemila anni fa nel mondo Mediterraneo un libro era fisicamente un lungo rotolo di papiro o pergamena. Nello stesso tempo in Cina vi era una collezione di sottili strisce di bambù o di pezzi di seta».
Avviene così che scienze come la codicologia e la bibliologia studino il libro nel tradizionale formato Occidentale costituito da fascicoli, non trattando quello che non ha la forma del libro costituito da fascicoli, come quello asiatico.

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Carlo Pastena  CRICD     
Luigi Rognoni intellettuale europeo. Documenti e testimonianze 
Questi 3 volumi, corredati da 3 CD audio e da circa 500 immagini, intendono divulgare e valorizzare l'archivio e la nastroteca di Luigi Rognoni (Milano 1913-1986), custoditi presso l'Università di Palermo dov'egli insegnò dal 1958 al 1970, fondandovi l'Istituto di Storia della Musica e segnando una stagione culturalmente assai feconda.
Attraverso un apparato documentario prezioso ed eterogeneo (articoli, conversazioni ed interviste radiofoniche, carteggi regionali, locandine, programmi di sala, bozzetti, foto di scena, autografi musicali, fotografie con dediche) è illustrata la sua lunga e poliedrica attività di musicologo, studioso di cinema, animatore del terzo programma radiofonico della Rai, regista di teatro musicale, nonchè la fitta rete delle relazioni da lui stabilite con artisti e studiosi dell'intera Europa.
 
Pietro Misuraca  CRICD     
Mercati storici siciliani 

Sorgi Orietta (a cura di), Mercati storici siciliani, CRICD, Palermo 2006: Il volume, corredato da DVD, illustra i risultati delle campagne di documentazione realizzate dal Centro sui più importanti mercati storici della Sicilia. Le schede sono introdotte da una serie di saggi scientifici sull’argomento, ad opera di studiosi di diverso orientamento disciplinare. In libreria la nuova edizione del 2007. Introduzione di Antonino Buttitta.

 
Orietta Sorgi  CRICD     01/06/2006
Mercati storici siciliani (versione DVD con libretto in italiano e inglese) 

Sorgi Orietta (a cura di), Mercati storici siciliani, CRICD 2006 (versione DVD con libretto in italiano e inglese): il DVD mercati storici siciliani presenta un’ampia scelta delle riprese effettuate sui principali mercati storici siciliani, accompagnato da fotografie a colori e testo esplicativo in italiano e inglese). In corso di stampa la nuova versione multilingua (italiano, inglese, francese e spagnolo).

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Palermo   Mercato del Capo
(18-11-03)
Mercato di Sant’Agostino
Festa di Santa Rita
(22-5-01)
Mercato della Vucciria
Processione del Venerdì Santo ai Cassari
(18-4-03)
Corso dei Mille
Fiera del bestiame
(11-5-03)
Porticello (PA) Mercato del pesce
(9-7-03)
Festa della Madonna del Lume
(6-10-03)
Milazzo (ME) Mercato la Pescheria
(8-7-04)
Catania Mercato Pescheria
(3-1-06)
Mercato Fera ô luni
(6-1-06)
Mojo Alcantara (ME) Fiera del bestiame
(18-9-03)
Siracusa Mercato di Ortigia
(9-5-04)
Riposto (CT) Mercato
(18-5-04)
Acireale (CT) Mercato la Pescheria
(19-5-04)
Enna Fiera del bestiame
(28-5-04)
Fiera del bestiame
(29-5-04)
Canicattini Bagni (SR) Fiera del bestiame
(8-5-04)
Scoglitti (RG) Mercato ittico
(23-6-04)
Ragusa Fiera del bestiame
(26-6-04)
Caltanissetta Mercato Strat’â foglia
(27-5-03)
Porto Empedocle (AG) Mercato ittico
(5-6-03)
Mazara del Vallo
(TP)
Mercato ittico
(27-3-03)
Partanna (TP) Fiera del bestiame
(9-5-04)
Trapani Mercato ittico
(3-4-03)
Mercato la Loggia
(3-4-03)
Terrasini (PA) Mercato ittico
(7-3-03)
Isola delle Femmine (PA) Mercato ittico
(28-2-03)
 
Orietta Sorgi  CRICD     01/01/2007
Musica e tradizioni orali a Buscemi 

A cura di Rosario Acquaviva e Sergio Bonanzinga, con un CD allegato, secondo numero della collana Archivio Sonoro Siciliano, Regione Siciliana, Assessorato dei Beni Culturali e Ambientali e della Pubblica Istruzione, Palermo 2003.
Il volume, accompagnato dalle registrazioni dei curatori sulle voci e i suoni tradizionali di Buscemi, restituisce alla pubblica fruizione un universo sociale ancora compatto e largamente partecipato.
Raccogliere per conservare, conservare per comunicare: questo il senso ultimo della Nastroteca del Centro regionale per il catalogo e la documentazione, istituzione che sj pone nel territorio regionale quale deposito naturale d'informazione e raccolta di tutta la materia sonora e musicale. 
L'attività editoriale fa si che un archivio documentale non si configuri come mera conservazione, scatola chiusa di contenuti, ma impulso attivo alla conoscenza e all'ascolto che garantisca la circolazione e lo scambio dei documenti, veicolo di messaggi e valori, presupposto di ogni crescita civile e collettiva. 
Il recupero per una pubblica fruizione di un patrimonio sonoro della nostra Isola, inedito o poco conosciuto, è il principio ispiratore che guida la realizzazione di questa collana editoriale Archivio Sonoro Siciliano.
In questo numero, dedicato a Buscemi, si possono ascoltare le voci che accompagnavano la battitura dell'aia, i canti dei contadini, le ninne nanne e le filastrocche, le descrizioni e le spiegazioni di molte ricorrenze e celebrazioni nonché degli usi tradizionali del campanacci, le grida dei venditori ambulanti, i canti dei carrettieri e molto altro ancora.

L'infanzia  
1) E di la vò (ninnananna) 01:07
2) Tuppiti tè (filastrocca) 00:39
3) Bbamminieddu abballa abballa (filastrocca) 00:35
4) Palummedda ianca ianca (filastrocca) 00:40
5) Crisci Llòria (formula per propizia re la crescita dei bambini) 00:41
6) Sàzziti figghiu (formula per mitigare l'appetito dei bambini) 00:37
7) Ronda rundedda (filastrocca per ritmare il girotondo) 00:19
Il lavoro
8) U mètiri (pratiche e voci della mietitura) 06:04
9) I ciràuli al tempo della battitura dell'aia 01:13
10) U pisari (voci della battitura dell'aia) 02:20
11) Sbògghia, sbògghia muortu ri suonnu (voci della battitura dell'aia) 02:33
12) Sbògghia ch'è fattu iuornu (voci della battitura dell'aia) 02:09
13) Tipologia e uso dei campani per gli animali 03:05
14) Richiami e sonorità pastorali 02:07
15) Canzuni ro parmientu (canti durante la pigiatura dell'uva) 02:25
16) Cugghiennu l'alivuzza e l'alivara (canto per la raccolta delle olive) 00:58
17) Cumpari cci viniti a la marina (canto di contadini) 01:17
18) Mi partu ri Palermu e bbaiu a Ppatti (canto di carrettieri) 01:08
19) Affaccia bbella e ssusiti matinu (canto di carrettieri) 01:37
20) Iu passu e spassu ri sta strata fina (canto di carrettieri) 01:27
21) làiu saputu ca ddu suoru siti (canto di carrettieri) 01:09
22) Cunzamu e stagnamu! (richiamo di stagnino) 01:00
23) U sali, u sali! (richiamo di venditore ambulante) 00:36
24) Preghiere durante il lavoro al telaio 01:32
Le feste e la devozione
25) Nninnaredda (novena di Natale) 13:02
26) I sapùrchira (i "sepolcri" del Giovedl Santo) 01:22
27) Sarvi Rriggina r'Addulurata (Salve Regina del Venerdl Santo) 03:13
28) Rrusàriu rAddulurata (Rosario del Venerdi Santo) 00:58
29) Niesci cimìcia fitenti (scongiuro del Sabato Santo) 00:46
30) Scampanio di richiamo alla messa e preghiera prima di confessarsi 01:02
31) Preghiere della sera 01:09
32) Canti per la Madonna nel mese di maggio 02:55
33) Canti per la festa della Santa Croce 02:22
34) Rrusàriu rà Crucifissu (Rosario del Crocifisso) 02:07
35) "Storia" della Madonna del Bosco 01:49
36) Scongiuro contro le tempeste e le trombe marine 00:37
37) Sonorità festive per la Madonna del Bosco 03:24
 
Rosario Acquaviva, Sergio Bonanzinga  CRICD     
Norme per la catalogazione dei beni etnoantropologici materiali - Scheda BDM  Norme di catalogazione  Selima Giorgia Giuliano, Orietta Sorgi  CRICD     01/03/2007
Norme per la catalogazione di documenti fotografici - Scheda DF  Norme di catalogazione  Maria Giovanna Russo  CRICD     01/03/2007
Norme per la catalogazione di siti archeologici - Scheda SITO  Norme di catalogazione  Adriana Fresina  CRICD     01/03/2008
Norme per la catalogazione di edifici e manufatti Architettonici - Scheda A 

Normativa per la schedatura del patrimonio architettonico e monumentale.

 
Paola Misuraca  CRICD     01/12/2004
Norme per la catalogazione di monumenti archeologici - Scheda MA  Norme di catalogazione  Adriana Fresina  CRICD     01/03/2008
Norme per la catalogazione di oggetti e opere d’arte, disegni e numismatica - Scheda OA-D-N 

 Norme di catalogazione

 
Giovanna Cassata  CRICD     01/03/2007
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