Regione Siciliana
Assessorato dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana - Dipartimento dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana
CRICD
 Centro Regionale per l'Inventario, la Catalogazione e la Documentazione grafica, fotografica, aerofotogrammetrica, audiovisiva
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Sede: Via dell'Arsenale, 52 - 90142 Palermo - Teche: Biblioteca, Fototeca, Cartoteca (C.so Calatafimi, 217 - 90129 Palermo), Filmoteca (Via Nicolò Garzilli 38 - 90141 Palermo)
 




 






Dipartimento dei Beni culturali e dell'Identità siciliana


Ministero dei Beni Culturali


ICCD

S8.1 - AFFARI GENERALI E DEL PERSONALE, BIBLIOTECA, ... - Produzioni Editoriali


 


Titolo
Autore/Curatore
SICILIA I luoghi dell’identità 

La pubblicazione ripercorre le tappe del viaggio di un aristocratico scozzese, che nel XVIII secolo giunto in Sicilia al seguito di un Lord, ne pubblicò il resoconto nel 1773 ed è quindi una occasione per ripercorrere idealmente quello stesso viaggio scoprendo quanta Sicilia ci sia ancora in quelle pagine.

 
  Voyage Pittoresque     01/01/2005
Identità è Futuro      CRICD     01/01/2005
Il Registro delle Eredità Immateriali      CRICD     01/01/2005
Ortofotocarta digitale del centro storico di Palermo 

 Ortofotocarta digitale del centro storico di Palermo, stampa 2002.
Contiene gli atti della giornata di presentazione dell’Ortofotocarta del centro storico di Palermo realizzata a cura della CGR di Parma in scala 1:500 e fotopiani 1:200, strumento innovativo e di notevole ausilio per la conoscenza e lo studio del territorio urbano nelle sue differenti caratteristiche ciò ai fini della tutela, gestione e pianificazione urbanistica e territoriale.

...leggi in "Aerofototeca"

 
  CRICD     01/04/2001
Bollettino della Fototeca. Attività e consistenza 

Bollettino della Fototeca. Attività e consistenza, CRICD Palermo, 2000

 
  CRICD     01/01/2000
Immagini storiche della Sicilia antica. Le ragioni della tutela.      CRICD     01/06/2002
I Fondi dell’Archivio Schede – Agrigento e Provincia       CRICD     01/01/2002
I Fondi dell’Archivio Schede – Enna e Provincia      CRICD     01/01/2002
Repertorio cartografico & aerofotografico 

In questo repertorio sono raccolte, attraverso schede sintetiche, le informazioni sui documenti cartografici e aerofotografici custoditi negli archivi dell’Aerofototeca del Centro regionale per la catalogazione e la documentazione dei beni culturali. Un notevole e pregevole archivio disponibile per la consultazione e, ove possibile, la riproduzione tanto da parte del pubblico esterno - studenti, professori universitari, tecnici - quanto da parte degli organi centrali e periferici dell’Amministrazione regionale dei beni culturali. Sfogliando il volume, scorre davanti ai nostri occhi una sequenza di rappresentazioni del territorio a varia scala, che documentano, secondo le tecniche via via disponibili, il volto della Sicilia dal XIX secolo ai giorni nostri: dal disegno al tratto del Catasto Borbonico alla cartografia prodotta con tecniche digitali; dalle prime foto aeree alle ortofotocarte digitali dei centri storici siciliani, con le dovute annotazioni che ne agevolano la leggibilità e l’interpretazione. Il Repertorio si pone pertanto come necessario strumento di lavoro e d’informazione per una vasta utenza, assumendo la duplice valenza di indagine tecnico-scientifica di tipo specialistico e di mezzo di divulgazione ad ampio raggio. Un ricco apparato illustrativo a colori e in bianco e nero correda il volume, al fine di rendere direttamente fruibile, almeno in parte, la documentazione presentata.

Repertorio in formato PDF

 
  CRICD     01/03/2010
Ortofotocarta digitale del centro storico di Catania, Ragusa e Siracusa 

Il Servizio Documentazione del Centro Regionale conserva, produce e valorizza documenti grafici, fotografici, cinematografici e sonori relativi alla storia e alla cultura dell’intero territorio siciliano. Un compito istituzionale di tale ampiezza e varietà richiede un’attenzione equamente ripartita tra la documentazione su scala territoriale e quella dedicata ad eventi e testimonianze da rilevare nella loro specifica e puntuale collocazione spazio-temporale. Ne consegue che i progetti di documentazione che il Servizio promuove e realizza hanno una comune ratio operandi nel porre attenzione al contesto storico-culturale: un “ipertesto” multimediale capace di restituire all’odierno fruitore, ovviamente entro i limiti consentiti dalla disponibilità delle fonti, una visione d’insieme delle realtà del passato che utilizza, a vari livelli, tutte le potenzialità comunicative contenute in immagini, suoni, testi, iconografia. Alla base di ogni progetto di documentazione vi è la rappresentazione del territorio, vista come contesto fisico sul quale sedimentare ogni ulteriore specifica informazione ed apporto documentario. Dopo la realizzazione dell’ortofotocarta digitale del centro storico di Palermo, presentata nel 2001, è stato naturale estendere la produzione di documentazione analoga ad altre aree culturalmente omogenee e segnatamente ai centri storici di Catania, Siracusa e Ragusa, considerandone la comune matrice storico culturale determinata dalla ricostruzione in età barocca a seguito dell’immane catastrofe del terremoto del 1693. I tre prodotti digitali realizzati vengono adesso consegnati alla pubblica fruizione, con l’auspicio che essi trovino, come già avvenuto per il centro storico di Palermo, le più diverse forme di applicazione da parte di utenti specialistici pubblici e privati.

 Pubblicazione in formato PDF

 
  CRICD     
L'intellettuale al caffè. Incontri con testimoni e interpreti del nostro tempo 

Nel corso di un intervento di ricognizione degli archivi sonori della RAI in Sicilia, colpì particolarmente la nostra attenzione una serie di programmi dal titolo “La cultura e i suoi luoghi”, curata da Loredana Cacicia e Sergio Palumbo, mandata in onda in tre cicli di puntate dal 1989 al 1991. Da quelle trasmissioni veniva fuori, infatti, una preziosa miniera di informazioni di artisti e letterati siciliani, noti e meno noti, una ricca messe di documenti inediti su varie personalità del mondo intellettuale contemporaneo, ma soprattutto il rapporto strettissimo fra la cultura e il suo luogo di origine.

Pubblicazione in formato PDF

 
  Cricd     
Selinunte insieme a Hulot e Fougères 

In questo volume si presenta la traduzione italiana di Sélinonte. Colonie dorienne en Sicile. La Ville, l’Acropole et les Temples (ed. or. Librairie générale de l’Architecture et des Arts décoratifs, Massin ed., Parigi 1910, pp. XII + 318, 204 ill. e 14 tavv. fuori testo), di Gustave Fougères, professore alla Sorbona, con rilievi e ricostruzioni di Jean Hulot, architetto borsista dell’Accademia di Francia a Roma.
L’opera, ormai di difficile reperibilità, pur essendo stata utilizzata per anni da storici e archeologi per la quantità e qualità delle informazioni e delle immagini, non ha mai avuto una traduzione integrale in italiano. Nato dalla collaborazione, allora inedita, tra un architetto e un archeologo, il libro assicurò ai suoi autori grande notorietà e, per tutto il XX secolo, ha rappresentato la più completa ed esaustiva opera su Selinunte.
Pubblicata in soli cinquecento esemplari in formato in-folio, concluse una prestigiosa collana formata da otto titoli e stampata col contributo del Ministero della Pubblica Istruzione e delle Belle Arti.
Nel maggio 1910, l’Académie des Inscriptions et Belles-Lettres assegnò un premio ai due autori per Sélinonte, come migliore opera dell’anno.
Da allora molto si è fatto a Selinunte, si sono moltiplicati gli scavi e gli studi sulla splendida colonia megarese, arricchendo le nostre conoscenze; ma il volume di Hulot e Fougères resta un’opera che ha segnato la storia delle pubblicazioni archeologiche, inserendosi nell’ambito dello studio dell’urbanistica applicata al mondo antico.

La presente pubblicazione è organizzata in tre parti. La prima è costituita da due saggi: Appunti selinuntini, che riassume le fasi della ricerca a Selinunte sino al 1910; Jean Hulot e Gustave Fougères, ieri e oggi, che fornisce preziose informazioni sui due autori dell’opera e sul periodo storico-culturale in cui questa prende vita. La seconda parte è dedicata alla traduzione dell’opera, che mantiene l’impostazione grafica dell’edizione francese. La terza parte contiene la bibliografia, non presente nell’opera di Hulot e Fougères, che raccoglie tutte le opere e le fonti antiche citate dai due autori. Sempre in questa terza parte è pubblicata la traduzione di una Memoria – inedita – di J. Hulot, precedente alla pubblicazione di Sélinonte. Fanno parte del volume le tavole a colori originali di J. Hulot, acquisite presso l’École Nationale Supérieure des Beaux-Arts (ENSBA) di Parigi, quasi tutte corrispondenti a quelle pubblicate nell’edizione francese, originariamente stampate in monocromia, mentre alcune sono inedite.
Anche questa edizione di Sèlinonte è frutto di una collaborazione, un lavoro di équipe, a cui tanti hanno partecipato; in particolare, Giuseppe L. Bonanno (studioso di Storia della Sicilia e di Letteratura archeologica), Adriana Fresina (archeologa, dirigente dell’Assessorato regionale dei Beni culturali), Martine Fourmont (archeologa, membro onorario del Centre National de la Recherche Scientifique, Institut de Recherche sur l’Architecture Antique, Parigi), Donatella Metalli (funzionaria archeologa del CRICD) e Fabio Militello (architetto, cui si deve il progetto grafico dell’opera). Il volume – realizzato presso i laboratori grafici del Centro regionale per il catalogo e la documentazione – raccoglie, anche, una preziosa documentazione fotografica conservata presso gli archivi del Museo Storico della fotografia siciliana dello stesso Centro.

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a cura di Adriana Fresina e Giuseppe L. Bonanno  CRICD     
Nostro Sud di Fosco Maraini. Un progetto fotografico incompiuto sul meridione italiano. 
Nell'immediato dopoguerra, di ritorno dalla prigionia in un campo di concentramento giapponese, Fosco Maraini intraprese una lunga ricognizione fotografica del Meridione italiano, con lo stesso sguardo appassionato e partecipe che aveva caratterizzato i suoi precedenti viaggi in Oriente.
Da questa esperienza prese avvio il progetto Nostro Sud, concepito nei primi anni Cinquanta con il giovane editore barese Diego De Donato, progetto che avrebbe dovuto condensare in un solo libro fotografico la grande ricchezza e varietà dei luoghi e della gente del Sud, ancora radicalmente contadino ma che i primi segni della ricostruzione postbellica avrebbero presto profondamente modificato. Per ragioni diverse, I'impresa non fu mai completata e il volume non vide la luce.
Nonostante siano rimaste per buona parte inedite, le immagini sul Meridione rappresentano forse il momento più alto della produzione fotografica di Maraini, ma anche quello più problematico e sofferto, che segna per l'autore I'inizio di un profondo ripensamento metodologico, e mette in evidenza le contraddizioni del cosiddetto paradigma neorealista.
Fosco Maraini (Firenze, 1912-2004), ha dedicato la sua vita alla ricerca e allo studio della condizione umana e all'incontro tra culture nelle diverse latitudini del mondo, dall'Asia centrale e orientale alle regioni del Meridione italiano. Compie le sue prime spedizioni in Tibet al seguito di Giuseppe Tucci, nel 1937 e 1948. Da queste esperienze nasce, nel 1951, Segreto Tibet, che sarà tradotto in dodici lingue e che porterà il lavoro etnologico di Maraini all'attenzione del pubblico internazionale. A partire dal 1939 si trasferisce in Giappone, dove rimane fino al 1946, e dove tornerà a più riprese, anche per lunghi periodi, divenendo uno dei più autorevoli e riconosciuti studiosi della cultura nipponica, che insegnerà nelle università di Oxford e di Firenze. Al Giappone sono dedicate alcune delle sue opere più significative: Ore Giapponesi (1957), L'isola delle pescatrici (1960), Japan. Patterns of Continuity (1971).
Appassionato di alpinismo, viene invitato nel 1958 dal Club Alpino Italiano alla spedizione nazionale al Gasherbrum IV (7980 m) nel Karakorum e I'anno successive e capo della spedizione italiana al Picco Saraghrar (7349 m) nell'Hindu Kush. II resoconto alpinistico ed etnografico di queste spedizioni costituisce I'argomento dei due volumi Gasherbrum IV. Baltoro, Karakorum, del 1959, e Paropàmiso, del 1963, che vengono ambedue tradotti in più lingue. Oltre a questi volumi, la produzione letteraria di Maraini conta libri di poesia metasemantica (Le fànfole, 1966 e Principii di Nubignosia, 1956) e un'autobiografia romanzata, Case, amori, universi (1999). Un'ampia selezione, significativa della sua produzione fotografica e presentata nella mostra e nel relative volume II Miramondo (1999). La sua Biblioteca Orientale e il suo Archivio fotografico sono conservati presso il Gabinetto Vieusseux di Firenze.
Coordinamento tecnico-scientifico e contributo finanziario del CRICD.
 
 
a cura di Cosimo Chiarelli, Elisa Ciani  ALINARI 24 ORE     01/02/2009
A scuola di catalogazione: il Castello di Maredolce 
Il Centro Regionale per l’Inventario e la Catalogazione è l’ente preposto alla funzione organizzativa dell’attività catalografica svolta dalle Soprintendenze, dai Musei e dalle Gallerie del territorio regionale. L’art.9 della legge regionale 116/80 attribuisce al Centro, tra gli altri, il coordinamento delle attività di censimento, schedatura, documentazione e catalogazione, in armonia con le norme statali in materia di catalogazione”. Il Centro conserva e gestisce gli archivi fisici e digitali delle schede catalografiche, relative ai beni di cui alla legge regionale 80/77. Promuove, altresì, l’attività di valorizzazione dei beni culturali attraverso azioni che rendano visibile il patrimonio informativo posseduto. Esso fornisce, inoltre, il materiale necessario per le pubblicazioni scientifiche. Da alcuni anni, il Centro ha intrapreso collaborazioni con le Istituzioni scolastiche, con il proposito di avvicinare gli studenti delle scuole al tema della valorizzazione e catalogazione dei beni culturali. Focalizzare l’attenzione degli studenti verso una corretta fruizione del nostro patrimonio culturale è fra gli obiettivi dei progetti di didattica affrontati da questo Centro di concerto con le scuole. Attraverso l’acquisizione delle metodologie proprie della catalogazione, si sensibilizzano, infatti, i giovani sui temi della tutela e salvaguardia. Il progetto “A scuola di catalogazione: il Castello di Maredolce” ha visto coinvolte le scuole dei tre gradi di istruzione; si è creata una sinergia fra questo Centro e l’Istituto Comprensivo Padre Pino Puglisi, la scuola secondaria di I grado “Salvatore Quasimodo”, il liceo artistico “Giuseppe Damiani Almeyda”. Al progetto hanno partecipato l’Associazione culturale Castello di Maredolce e le Guide Turistiche associate della provincia di Palermo con l’obiettivo comune di valorizzare uno dei monumenti più interessanti del territorio, il Castello di Maredolce, ricadente in una delle aree più degradate della città. Questo Centro ha messo a disposizione le proprie competenze in materia di catalogazione, fornendo dei modelli schedografici “semplificati” per gli alunni delle scuole. Esso ha svolto attività di formazione ai docenti e agli studenti sulle finalità della catalogazione, sui contenuti delle schede e le metodologie per la compilazione. Il Centro si è impegnato, inoltre, in attività di laboratorio con gli studenti, durante le fasi di compilazione delle schede di catalogo relative al manufatto architettonico e ai reperti archeologici in esso rinvenuti. Gli elaborati degli studenti sono stati presentati in una mostra allestita in occasione di due workshop che ha coinvolto tutti i partner del progetto.

Il volume in formato pdf

 
a cura di Donatella Metalli   CRICD     
Quaderni di Arca dei Suoni 
Progetto “Arca dei Suoni”
 
A partire dal 2009, l’U.O. IX Natroteca/Discoteca, oggi confluita nell’U.O. VIII - Gabinetto per rilevamenti e duplicazioni, archivio fotografico, cartografico e fotogrammetrico, aerofototeca, discoteca e nastroteca del Centro Regionale per l'Inventario, la Catalogazione e la Documentazione grafica, Fotografica, Aerofotografica, Audio-visiva di Palermo e Filmoteca regionale siciliana gestisce il progetto “Arca dei Suoni”, diretto a favorire la partecipazione dei cittadini - a cominciare dal mondo della Scuola, dell’Università e delle Associazioni culturali - alla salvaguardia e al recupero dei beni culturali immateriali.
 
La fase costitutiva e sperimentale del progetto ‘Arca dei Suoni’ trova la sua espressione sintetica nel portale raggiungibile all’indirizzo http://www.arcadeisuoni.org attraverso il quale è possibile accedere - nelle due direzioni della fruizione e del deposito - ad un archivio virtuale multimediale interattivo.
I documenti depositati sono attualmente classificati nelle seguenti categorie: 

  • Storie di vita e testimonianze;
  • Mestieri e saperi tradizionali;
  • Musica folklorica;
  • Narrativa orale;
  • Suoni delle feste;
  • Voci della Storia: i protagonisti;
  • Dialetti e parlate locali;
  • Voci dei mercati;
  • Poesia;
  • Ambiente naturale;
  • Ambiente urbano;
  • Musica classica;
  • Jazz, Rock e altra musica popolare;
  • Percezioni d’autore;
  • Eventi. 
La U.O. VIII del CRICD pone inoltre a disposizione degli utenti numerosi articoli, schede tecniche e volumi integrali di sua produzione.
Attraverso il portale, gli studenti e gli insegnanti degli Istituti scolastici partner della prima fase del progetto hanno potuto condividere testi, suoni e immagini e offrirli ad una vasta platea di visitatori: dal 1° febbraio 2010 - quando è stato installato un contatore - ad oggi si sono registrati oltre 600.000 accessi, dato che permette di ipotizzare un movimento complessivo di circa 750.000 contatti dall’avvio del servizio.
 
Ai partner coinvolti viene offerta l’opportunità di approfondire, insieme agli esperti del centro, le seguenti tematiche:
  • Gli archivi sonori: che cosa sono, come si costituiscono, come si utilizzano nella ricerca e nelle attività produttive, che ruolo hanno nell’organizzazione dei servizi museali;
  • Metodologia della ricerca dei beni culturali immateriali: organizzazione e conduzione della ricerca sul campo;
  • La documentazione sonora e audiovisiva: la realizzazione delle registrazioni e la gestione delle informazioni attraverso le schede di documentazione sonora;
  • Documentazione ‘in vitro’;
  • Lo studio di registrazione e la rielaborazione delle tracce sonore: i sistemi tradizionali, l’intervento delle tecnologie informatiche;
  • Incremento dell’archivio sonoro: interazione con il territorio ‘in presenza’ e ‘a distanza’;
  • Gli archivi on-line;
  • Utilizzo dei Content Management Systems nell’interazione con il territorio per la salvaguardia dei beni culturali;
  • Virtual Libraries e Web Communities: l’utilizzo dei blog, dei forum e delle aule virtuali. 
Gli operatori del CRICD hanno così modo di incrementare l’interazione con il territorio, ai fini della documentazione, della conservazione, della salvaguardia e della valorizzazione dei beni culturali, nonché di dare impulso ad una più incisiva azione di divulgazione scientifica nel campo della conoscenza del patrimonio culturale della Regione Siciliana.
 
Il resoconto della prima del progetto e dei suoi prodotti è ricavabile dal primo “Quaderno di Arca dei Suoni”, strumento di informazione e di disseminazione dei risultati diffuso in formato digitale attraverso la stessa piattaforma e disponibile in questo sito.
 
a cura di Masi Ribaudo  CRICD     31/07/2010
L'epos dietro le quinte. I pupari raccontano 
 Il documentario realizzato dal Centro Regionale del Catalogo e della Documentazione ricostruisce la vicenda dell'opera dei pupi in Sicilia attraverso un racconto visivo a più voci, immediato e diretto, restituendoci le testimonianze autobiografiche dei più noti pupari della tradizione palermitana e catanese.
"Un'opera totale" quella dei pupi che, abbracciando diverse arti e tecniche artigianali costituisce una delle espressione più profonde dell'anima del popolo siciliano. 
Dal 2008 l'UNESCO l'ha iscritta tra i Patrimoni Orali e Immateriali dell'Umanità per le straordinarie peculiarità che questa forma d'arte sintetizza. 
Le motivazioni sono diverse. 
La trasmissione orale del repertorio letterario innanzitutto, che ancora oggi, nell'era veloce della tecnologia viene affidata dal maestro all'allievo con sapienza, cura e pazienza artigianale. 
Inoltre, l'opera dei pupi ha avuto nel corso del tempo una funzione sociale rilevante accogliendo al suo interno personaggi e storie colti dall'attualità e intrecciando con i racconti dei paladini, le cronache e le tensioni politiche del tempo. 
E tra passione e incantamento il pubblico di ogni età, come in un rito catartico, attraverso le gesta degli eroi, faceva esperienza gioendo o piangendo di ideali e valori universali. 
Anche per queste ragioni, siamo grati al Centro che ha voluto, con questo DVD, promuovere la conoscenza e la valorizzazione di un'arte straordinaria, riscoperta negli anni Sessanta e Settanta attraverso l'opera instancabile di Antonio Pasqualino e che ancora oggi racconta a ciascuno di noi il gran" cunto" del mondo e della vita.
Carlo Vermiglio

 Raccontare la magia, il chiaroscuro poetico e /'incantamento dell'opera dei pupi è impossibile; bisogna vederla, entrare a farne parte. 
C'è tutto, dentro. 
L'epos eroico e la tradizione del teatro di figura, forma drammatica antichissima e archetipica nella tipizzazione di " maschere" che identificano i vari tipi umani con i loro vizi e le loro virtù (e viene da pensare a Teofrasto e ai suoi Caratteri). 
L'affabulazione del" cuntu" , la musica e la pittura popolare - con le scene dipinte che richiamano la tavolozza cromatica e l'espressività del segno nella decorazione dei carretti siciliani. 
La creatività dell'artigianato locale: il puparo prima ancora che artista e cantastorie è innanzitutto creatore dei pupi, intagliati nel legno cui infonde linfa vitale e caratterizzazione individuale. 
E c'è, ancora, il profumo del tempo. 
Quello della Sicilia della seconda metà dell'Ottocento che ammaliò il Pitrè, fattosi storico delle tradizioni popolari in un mondo che già si avviava alla modernizzazione industriale post-unitaria. 
Quello delle masse contadine inurbatesi nelle maggiori città siciliane, a Palermo, Catania, Messina, cui l'opera dei pupi restituisce un canovaccio drammatico e una trama mitica, sufficientemente lontana nella storia - le imprese dei paladini, la Chanson de Roland - da potere essere utilizzata per leggere in controluce gli intrecci della vicenda contemporanea senza rischiare di perdersi in pericolose sovrapposizioni con la cronaca: il re Carlo Magno, l'eroe buono e coraggioso (Orlando), la donna angelicata, i cattivi per antonomasia (Ferraù e gli altri capi saraceni; il gran traditore Gano di Magonza), in mezzo a duelli, prove di onore e tradimenti, un codice di comportamenti che riflette i valori di integrità e purezza più sentiti e ammirati dal popolo. 
Insignita del titolo di bene immateriale dell'umanità dall'Unesco, l'opera dei pupi è uno dei tasselli - uno dei più significativi ¬attraverso cui si identifica /'identità siciliana, ed è questa la ragione per cui in un'epoca come la nostra, in cui domina la piattezza della omologazione globalizzata, la difesa di un'arte tipica e popolare, un autentico mondo di creatività e di tradizione, costituisce un antidoto contro la perdita di memoria e di senso, uno spazio di rigenerazione fantastica al posto della bulimia di consumo culturale indistint, apolide e fine a se stesso. 
Guardiamo gli occhi di un bambino mentre guarda l'opera dei pupi. E capiremo perché Leonardo Sciascia diceva che è un rito e che" bisogna credere". 
Caterina Greco

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a cura di Orietta Sorgi  CRICD     
La canzone siciliana a Palermo: un'identità perduta 

Sorella 'minore' di quella partenopea - per repertorio, capacità e mezzi di diffusione, oltre che per senso identitario di appartenenza - la canzone siciliana, anch'essa più simile ad una lirica da camera che al canto popolare, nasce nei salotti ma cresce attraverso concorsi pensati sulla falsariga delle gare canzonettistiche di Piedigrotta, centrali nel rinnovamento tardo ottocentesco dell'antica festa.
A partire dal 1893 la loro promozione s'intreccia in maniera parallela con la ripresa dei festeggiamenti della Santa patrona, dopo la sospensione postunitaria; l'occasione non è però il Festino di luglio, che si spera intanto di ricondurre al passato splendore attraverso l'intervento del già autorevole Giuseppe Pitrè: la gara canora palermitana si associa inizialmente al tradizionale omaggio del 3 settembre, più vicino per data e per spirito alla processione partenopea, con la suggestiva salita notturna alla sacra grotta di Monte Pellegrino.

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a cura di Orietta Sorgi  CRICD     
Gibellina e il Museo delle trame mediterranee. Storia e catalogo ragionato 
Il volume raccoglie in apertura una serie di saggi interdisciplinari che si interrogano, da diversi punti di vista, sul concetto di trame. Non un catalogo in senso convenzionale quindi, ma uno strumento ragionato che ripercorre la genesi di uno spazio simbolico, multiforme e diversificato, un unicum nel panorama culturale della Sicilia. Sotto il concetto di trame si ripropone infatti la vicenda emblematica di Gibellina, il paradigma di un luogo visibilmente trasformato dopo il terremoto: da comunità contadina a città fantastica, nel segno dell'utopia e della rinascita. In quest'ottica il Museo viene qui considerato come una tappa di un percorso in fieri, una risorsa diffusa sul tutto il territorio dove artisti e poeti hanno impresso il segno del loro operare. Non criteri quantitativi ma qualitativi hanno ispirato la struttura scientifica dell'opera, frutto di una selezione e presentazione di oggetti, il più possibile rappresentativi a evidenziarne le trame nei vari percorsi espositivi, dall'antichità al contemporaneo, dai decori dell'arte colta ai manufatti della vita quotidiana. Al volume è allegato un documentario di Salvo Cuccia dal titolo “Ludovico Corrao e il Museo delle trame mediterranee”, prodotto da Abracadabra nel 2012 per RAI education, e gentilmente concesso al CRICD che lo ha per la prima volta editato. Nel video si ripropone la vicenda esistenziale di Ludovico Corrao, dai movimenti contadini con Danilo Dolci, alla ricostruzione di Gibellina dopo il terremoto. Infine il Museo delle trame quale coronamento del suo “sogno mediterraneo”.
 
Ludovico Corrao e il Museo delle Trame mediterranee
Regia di Salvo Cuccia
prodotto da Abra & Cadabra per Rai Educational, 2012

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a cura di Orietta Sorgi e Fabio Militello  CRICD     
Borgate. Acqua dei Corsari 

"Primo capitolo di un progetto più vasto dedicato alle borgate palermitane, nell'ambito di una ricerca sui contesti urbani, questa pubblicazione rivisita un lembo estremo della Palermo sud orientale. Partendo dal suo toponimo, strettamente connesso alle vicende storiche e alle incursioni piratesche, vengono illustrate le alterne vicende storiche e sociali, le peculiarità architettoniche e industriali, fino all'epoca attuale, tra memoria, mutamenti e sconvolgimenti. Fotografie di Pietro Duca e Fabio Militello.

Il volume in formato pdf

 
a cura di Pietro Duca  Cricd     
Garibaldi e i Mille. Un’impresa da catalogare 

Il volume raccoglie gli elaborati finali di un progetto didattico che, a partire dalla catalogazione di beni del Museo del Risorgimento di Palermo, ha sviluppato un percorso di studio della città articolato in quattro itinerari: la rivolta della Gancia, l'ingresso di Garibaldi a Palermo, i Mille e il mito di Garibaldi

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a cura di Sandra Proto  CRICD     
Sul filo del racconto 
La scelta di realizzare un catalogo delle prime collezioni di Antonio Pasqualino si spiega per una serie di ragioni e non soltanto perchè le opere di Gaspare Canino e Natale Meli rappresentano in qualche modo I'atto di fondazione del Museo stesso.
Ma anche perche i teatri di Canino per I'area occidentale e di Meli per I'area orientale, costituiscono gli esempi piu completi ed esaustivi del mestiere.
A queste ragioni si aggiunge ancora il fatto che le due raccolte presentano una valenza comunicativa piu accentuate rispetto ad altre, non dettata soltanto dalla sommatoria degli elementi che le compongono.
Quest'insieme di oggetti, correlati dai document! finora conservati e da tutti i ricordi di coloro che parteciparono a quella straordinaria vicenda culturale, oggi raccontano di un modo di fare, curioso anche se discreto e informale, che è al tempo stesso concreta metodologia scientifica e che ha ispirato I'incontro felice di Antonio Pasqualino con I'opera dei pupi. In questa instancabile passione, I'agire dello studioso fu sempre intimamente dettato da quella professionale del medico chirurgo: un intervento salvifico nei confronti di un'arte destinata al tramonto.
In queste pagine, i pupi e le marionette di Gaspare Canino e Natale Meli si ricompongono idealmente anche attraverso quella tessitura di ricordi, di vissuti inconsapevoli che ora vengono alla luce sotto lo spoglio di vecchie cartoline, di fotografie rispolverate dai cassetti, di lettere e di stralci di giornali, di registrazioni che rendono incredibilmente vive le voci degli anni Sessanta, altrimenti consegnate all'oblio. Questi materiali non sono meno importanti degli oggetti esposti nelle sale del Museo, in qualche modo li completano, restituendone la storia.
 
a cura di Selima Giorgia Giuliano, Orietta Sorgi, Janne Vibaek  CRICD     01/06/2011
Heritage Interpretation Centres. The Hicira Handbook 

AA.VV., Heritage Interpretation Centres. The Hicira Handbook, Barcelona 2005.
Un manuale di “buone pratiche” elaborato all’interno di un progetto realizzato con finanziamenti comunitari da un gruppo di partners pubblici italiani, francesi, svedesi, belgi e spagnoli, avente come capo fila la Diputaciò Provincial di Barcellona. L’obiettivo del progetto  è principalmente quello di favorire lo sviluppo dei Centri d’interpretazione del patrimonio culturale, con particolare riferimento alle aree rurali e periferiche d’Europa.

 
AA.VV.       01/01/2005
Atlante dei Beni Culturali Siciliani 

E' un primo censimento (1988) messo a punto dal Centro Regionale per l'Inventario, la Catalogazione e la Documentazione con lo scopo di assicurare la identificazione puntuale sul territorio degli elementi che costituiscono la struttura portante del patrimonio culturale isolano.

  1. Censimento dei principali BENI NATURALI E NATURALISTICI dell'isola.
  2. Censimento dei BENI PAESISTICI, ARCHITETTONICI ED URBANISTICI dell'isola e elenchi propedeutici;
    schede C.S.U.schede A ( redatte );
    schede A ( da sottoporre a catalogazione.
  3. Censimento dei BENI ARCHEOLOGICI;
    raccolta di schede diverse per le varie tipologie di beni: RA, N,CA,NA,SAS con relativi inserti US, USR, TMA.
  4. Censimento dei BENI ETNO-ANTROPOLOGICI:
    oggetti in archivi, collezioni, musei;
    documenti orali in archivi, collezioni, musei;
    feste tradizionali;
    strutture produttive;
    sistemi giuridici (documenti);
    sistemi giuridici (Istituto giuridico);
    medicina popolare;
    sistemi alimentari.
  5. Censimento BENI STORICI ARTISTICI ED ICONOGRAFICI;
    schede OA - catalogazione di tutte le principali categorie di opere e oggetti d'arte mobili e immobili.
  6. Censimento dei BENI BIBLIOGRAFICI;
    individua la portata del patrimonio bibliografico, in possesso di organismi regionali, con riferimento ai volumi rari, antichi e di pregio.
  7. Censimento dei BENI ARCHIVISTICI;
    dati inerente la documentazione presente negli archivi storici comunali della nostra regione, archivi privati, archivi ecclesiastici.
 
AA.VV.  CRICD     01/01/1991
Norme per la catalogazione di reperti archeologici e numismatica - Scheda RA-N  Norme di catalogazione  Adriana Fresina  CRICD     01/03/2008
Norme per la catalogazione di monumenti archeologici - Scheda MA  Norme di catalogazione  Adriana Fresina  CRICD     01/03/2008
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