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"Palermo araba" di Ferdinando Maurici


Presentazione del libro
Palermo araba di Ferdinando Maurici

Real Albergo delle Povere
Corso Calatafimi, 217
19 Giugno 2015, ore 17,30

Introduce e modera
Marco Salerno, Direttore del CRICD
Presentano
Girolamo Cusimano, Presidente della Scuola delle Scienze umane e del patrimonio culturale, Università di Palermo
Aurelio Burgio, docente di Topografia Antica, Università di Palermo

Mancava un libro sulla Palermo araba, sempre confusa con la Palermo arabo-normanna e occultata dallo splendore della capitale degli Altavilla. Sino a pochi anni fa, l'informazione poggiava sulla silloge di cronache raccolta da Michele Amari e veniva costretta e oppressa dalle sue interpretazioni. Non avevamo tracce archeologiche dei monumenti e dei quartieri della città degli aghlabiti e dei fatimiti e nemmeno una sufficiente sicurezza della sua vastità e crescita. Poi, si è verificato un movimento impetuoso di scoperte: si sono succeduti scavi, il ritrovamento di una carta della Sicilia dove la Palermo dei kalbiti appariva come la pupilla dell'occhio che rappresentava l'isola e l'evidenza di una grandezza insospettata o piuttosto scartata. Ci voleva la sintesi, anche provvisoria, di questo sforzo. Ferdinando Maurici riunisce con spirito critico e con acutezza approfondisce i risultati di un insieme di discipline: la prospezione archeologica che sta rinnovando la storia del territorio siciliano, lo scavo del terreno, la rilettura dei testi. La sintesi e la riflessione apportate dall'Autore rifiutano con fermezza la prototipicità che vorrebbe proiettare sulla Sicilia osservazioni e teorie, valide o meno, elaborate in altri contesti.
Viene fuori dal libro di Maurici l'immagine di una metropoli fra tra le più grandi delle città islamiche d'Occidente. Una città che raggiunge il proprio acme proprio quando la dinastia emirale dei kalbiti sceglie la via di pacificazione e coprosperità con un'Italia vicina e un Occidente in rapido sviluppo. La scelta è felice per la città, fatale alla dinastia: nel 1015, essa elimina la forza militare che viveva del gihād e garantiva la sopravvivenza dei kalbiti. La casata emirale lascia il posto nel 1035 a una šūrà, una repubblica municipale gestita da mercanti e dotti, una repubblica debole che non può contrastare l'avanzata dei normanni, nemici un tempo, eredi però, allievi e rinnovatori della grandezza della Palermo araba.

Henri Bresc

pubblicato in Eventi